Francesca Bianchi e Alessandro Lutri (a cura di)

Sessione monografica CAMBIO / n. 8 (15) 2018

Un altro mondo è possibile: collaborare per trasformare

Focalizzando l’attenzione sulla ricerca applicata all’ambito delle pratiche e politiche dell’abitare, all’accoglienza dei migranti, ai processi educativi, alle lotte contro le ingiustizie territoriali e alla comprensione del vissuto deviante, questo numero monografico intende confrontarsi con i processi creativi con cui i ricercatori danno vita a strumenti trasformativi in collaborazione con i soggetti incontrati sul campo. Il numero vuole discutere le difficoltà ed implicazioni in gioco nell’esperienza collaborativa, le strategie sperimentate per la conduzione di questo tipo di ricerca e le soluzioni adottate per condividerla, nel tentativo di incidere sul mondo esistente. Alcuni dei contributi della sezione sono stati presentati e discussi nell’ambito di un omonimo panel organizzato durante il V Convegno della Società Italiana di Antropologia Applicata, svoltosi all’Università di Catania dal 14 al 17 Dicembre 2018.


Francesco Aliberti e Fulvio Cozza (a cura di)

CISU / 2018

Mobilità culturale e spazi ospitali

Il volume raccoglie le riflessioni elaborate dagli autori in seguito al IV Convegno Nazionale della Società Italiana di Antropologia Applicata, tenutosi a Trento nel dicembre 2016. I diversi saggi propongono una varietà di prospettive transdisciplinari con cui ripensare i “turismi” come incontro di spazi, pratiche e immaginazioni. Le tre sezioni in cui il libro si divide trattano, rispettivamente, della conflittualità, della produzione e organizzazione del valore nonché dei diversi posizionamenti di ricerca per un'antropologia che studia le dinamiche turistiche. L’intento è quello di mostrare le relazioni sociali, più o meno temporanee, prodotte negli spazi deputati all’ospitalità. L’introduzione, scritta da Alessandro Simonicca, incoraggia una rilettura antropologica della dimensione turistica in termini di accoglienza, ospitalità e azione sociale, superando un'antica divisione esistente in questo settore tra sviluppo e acculturazione.


Silvia Pitzalis, Giacomo Pozzi e Luca Rimoldi (a cura di)

Sessione monografica ANTROPOLOGIA / n.4 (3) 2017

Per un'antropologia dell'abitare contemporaneo. Pratiche e rappresentazioni

Il numero tematico, che emerge dai lavori del IV Convegno Nazionale della Società Italiana di Antropologia Applicata «Politiche, diritti e immaginari sociali: sfide e proposte dell’antropologia pubblica», presenta dieci contributi che indagano alcune forme dell’abitare contemporaneo. Il volume fa dialogare articoli che si servono di approcci di ricerca variegati, posizionamenti teorici e chiavi interpretative multiformi, restituendo un affresco composito delle risposte locali alla crisi in termini di pratiche e rappresentazioni dell’abitare. Pur partendo da una varietà di prospettive, i saggi nel loro complesso rivendicano lo studio della dimensione abitativa come oggetto di indagine privilegiato per un’antropologia della contemporaneità, dal momento che questa e' in grado di incorporare a livello microsociale e materiale dinamiche fondamentali della nostra società.


Sabrina Tosi Cambini e Fabio Frosini (a cura di)

Numero speciale International Gramsci Journal / n. 2 (3) 2017

Gramsci and Anthropology: A “Round Trip”

In questo cattivo presente, in cui se ne stanno andando maestri che hanno dato forma alla disciplina in Italia, questo numero su Gramsci e l’antropologia rappresenta un omaggio al passato come al futuro: per stare dentro i processi storici consapevolmente, con la prontezza e il coraggio di rispondere a sfide sempre più ardue e costruire un mondo più giusto. Porsi la questione di onorare la lezione dei nostri maestri, è per chi scrive anzitutto pensare all’antropologia come ha indicato Tullio Seppilli: «ricerca nel cuore stesso della società, dei suoi problemi e delle sue ingiustizie. Un’antropologia per “capire”, ma anche per “agire”, per “impegnarsi”». Sono percorsi che chiedono all’intellettuale di impregnare la propria biografia di studio e battaglie, circolarità tra teoria e pratica, come discusso nel corso della sessione “L’unità della teoria e della pratica. Gramsci vivente nelle pratiche e nelle applicazioni delle scienze umane e sociali oggi” organizzata durante il III Convegno Nazionale della SIAA nel 2015.


Sabrina Tosi Cambini e Giuseppe Beluschi Fabeni (a cura di)

Sessione tematica ANUAC / n. 6 (1) 2017

Antiziganisms: Ethnographic Engagements in Europe

This thematic section wishes to move beyond the currently prevailing top-down reflection on Antiziganism. It offers the results of public anthropology and interdisciplinary research-actions, carried on in local contexts, in spaces of interaction between the Roma and the non-Roma, and by ethnographers intervening to promote a change. Ethnography of Antiziganisms and of the practices which counteract them offer opportunities for revealing the link between antiziganism and other forms of racism, the cognitive and emotional experience of the subjects at play in the specific field and the fuzziness of the dividing lines between their agency. It is finally a chance to experiment with the applicability, adaptability and transferability of disciplinary knowledge. The second conference of the Italian Society of Applied Anthropology held in Rimini in 2014 offered stimuli and contributions to start this reflection.


Mara Benadusi e Sandrine Revet (a cura di)

Numero speciale Archivio Antropologico Mediterraneo / n. 18 (2) 2016

On the Witness Stand: Environment Crises, Disasters and Social Justice

The third national conference of the Italian Society of Applied Anthropology held in Prato in 2015 provided an opportunity to initiate a discussion about disaster trials. Some of the papers presented at the conference have been included in this special issue, that pays attention to three main issues: the way expert knowledge competes and comes into conflict in disaster trials, the ethical-applied implications of anthropologists’ practices of activism and consultancy during the entire course of legal proceedings, and the more general contribution that ethnographic investigations in legal settings can offer in terms of advancing applied research on disasters. In comparing different ethnographic contexts and court cases, we explored the possible ways anthropologists might be involved in the courtroom, whether as expert consultants, victims or advocates, or in the classic role of participant observers studying specific judicial actions and examples of litigation.


Ivan Severi e Nicoletta Landi (a cura di)

CIS, Dipartimento di Filosofia e Comunicazione Università di Bologna / 2016

Going Public. Percorsi di antropologia pubblica in Italia

L’antropologia pubblica nasce con due intenti principali: portare gli antropologi ad interessarsi nuovamente di questioni di interesse generale, sentite dalla società, e farlo con un linguaggio che rifiuta inutili gergalismi e sia accessibile da chiunque. Questo gli permette di divincolarsi da facili gerarchizzazioni tra aspetti pratici e teorici e, soprattutto, di rifuggire l’ossessione per la specializzazione che ha colpito la disciplina e l’ha resa così lontana dalla comprensione del pubblico. I saggi contenuti in questo volume sono suddivisi in due sezioni: la prima, di stampo etnografico, mostra alcuni esempi di ambiti in cui trova spazio l’antropologia pubblica oggi; la seconda raccoglie contributi di carattere più generale, che affrontano nodi problematici per la disciplina facendo riferimento a esperienze concrete. Nel complesso ne emerge un affresco significativo delle sfide e opportunità legate al ripensamento del ruolo pubblico dell'antropologia nella società contemporanea.


Roberta Bonetti e Alessandro Simonicca (a cura di)

CISU / 2016

Etnografia e processi di patrimonializzazione

Che cosa è il patrimonio, cosa è la patrimonializzazione? Il presente volume raccoglie una serie di casi di studio presentati nel corso del II Convegno Nazionale della Società Italiana di Antropologia Applicata tenutosi a Rimini nel 2014. I saggi evidenziano il ruolo che la prassi etnografica svolge nelle modalità di accesso al campo e si soffermano sulle mediazioni che portano l’antropologia a definire competenze e finalità in ambienti complessi, non sempre riconducibili alla ricerca accademica o universitaria. Particolare attenzione è posta sulla natura dell’impegno etnografico in un orizzonte che include differenti spazi istituzionali (enti pubblici, privati, associazioni, unità produttive), dimensioni della vita pubblica, approcci conoscitivi (osservazione partecipante, ricerca partecipata, gruppi di lavoro) e nuove forme di partecipazione alla ricerca e all’azione. Il quadro che ne deriva rilancia la necessità di indagare la storia plurale degli effetti del passato interpretato alla luce del presente.


Massimo Bressan e Sebastiano Ceschi (a cura di)

Sessione monografica CAMBIO / n. 5 (10) 2015

Lavoro e differenze

Per tenere aperta una finestra di attenzione scientifica e promuovere prospettive empiriche ed etnografiche proiettate verso una migliore comprensione antropologica dell’oggetto lavoro in epoca post-fordista, i due curatori di questo numero tematico di CAMBIO hanno cercato di promuovere, all’interno delle attività della Società Italiana di Antropologia Applicata, uno spazio di confronto sul tema. Nel II convegno della SIAA, tenutosi a Rimini nel dicembre 2014, era stato lanciato un panel che partiva dall’assunzione che il lavoro può essere il riflesso di differenze preesistenti come può invece crearne di nuove, oppure può ridurle o accentuarle, ma raramente resta neutrale rispetto ad esse. Riteniamo di forte interesse per gli studi antropologici attuali occuparsi di come le differenze di genere, cultura, generazione, cittadinanza, territorio socio-produttivo scompongano il lavoro, lo stratifichino e lo articolino con variabili umane e sociali.I saggi contenuti nella rivista sono dedicati a sviscerare questo comune interesse.


Antonio Luigi Palmisano (a cura di)

PENSA Editore / 2014

Antropologia applicata 1

Sono raccolti, in questo volume, molti dei contributi presentati dai partecipanti al Primo Congresso Nazionale della “Società Italiana di Antropologia Applicata”, che si è svolto a Lecce il 13 e 14 Dicembre del 2013. In quella occasione furono presentate comunicazioni scientifiche divise in diversi panel settoriali: Sviluppo e Cooperazione Internazionale, Salute pubblica e Mondo medico, Scuola e Antropologia Pedagogica, Migrazioni e Problemi Sociali della Città. Inoltre sono stati organizzati momenti di dibattito generali, molto intensi e partecipati, che sono anch'essi confluiti in questo volume. Un gruppo appassionato di giovani aveva infatti contribuito ad animare questo primo appuntamento della SIAA nello scenario del Convento degli Olivetani di Lecce, sorprendendo – per il numero, la capacità di discutere e l’esperienza già previamente accumulata – gli organizzatori. Siamo soddisfatti di aver dato loro spazio nella pubblicazione degli atti del convegno.


Antonio Luigi Palmisano (a cura di)

Numero speciale DADA / n. 2 2014

Antropologia applicata 2

La via d’uscita dal tentativo di riduzione dell’antropologia a semplice tekhne e raccolta protocollare di dati può e deve essere ritrovata in un rinnovato rapporto con la ricerca sul terreno. L’antropologia applicata, intesa come impegno sociale in una pratica quotidiana di relazione con l’Altro, mostra in questa raccolta di articoli di giovani ricercatori e ricercatrici in Italia tutte le sue potenzialità, affrancando la disciplina dal ruolo al quale spesso la si è voluta destinare: ancella del colonialismo ieri e della globalizzazione oggi o semplice e autoreferente esercizio intellettuale relativo a esotismi e varie curiosità, di fatto funzionale allo status quo. L’antropologia applicata, se e quando intesa come una antropologia dell’impegno, una "committed anthropology", diventa invece riscoperto dialogo con l’alterità, a cui questo numero monografico di DADA cerca di dare valore.